Tesla smentisce l’addio alla Cina per la fusione con SpaceX


Tesla non sta valutando di separare, vendere o addirittura chiudere le proprie attività in Cina per facilitare una futura fusione con SpaceX, l’azienda aerospaziale fondata anch’essa da Elon Musk.

Le voci che sono nate dopo un articolo del Wall Street Journal sono state definite “prive di fondamento” sia dalla filiale cinese del costruttore sia dallo stesso Musk, che sul social X ha parlato apertamente di “fake news”.

Le indiscrezioni sulla fusione con SpaceX

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, alcuni dirigenti di Tesla avrebbero ricevuto l’incarico di studiare una riorganizzazione delle attività cinesi, con la creazione di una società separata per gestire le esportazioni dalla Gigafactory di Shanghai e l’introduzione di barriere interne per limitare l’accesso del personale cinese ad altre divisioni del gruppo.

Tesla China ha però smentito queste ricostruzioni attraverso diversi media locali, ribadendo che non esiste alcun piano di questo tipo.

Le speculazioni sono aumentate durante il percorso che potrebbe portare SpaceX alla quotazione in Borsa, valutata circa 75 miliardi di dollari (circa 64 miliardi di euro). Nella presentazione dei risultati del secondo trimestre 2026, Musk aveva confermato che la collaborazione tra le due aziende è sempre più stretta, precisando però che un’eventuale fusione richiederebbe un iter formale e non era un tema da affrontare in quella sede.

Shanghai resta un pilastro per Tesla

L’importanza della presenza cinese rende difficile immaginare una separazione delle attività. Gli analisti di JPMorgan, una delle principali banche d’investimento statunitensi, sottolineano infatti che un’eventuale fusione con SpaceX dovrebbe superare complessi ostacoli normativi, soprattutto perché l’azienda spaziale è un importante fornitore del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e partecipa a programmi considerati strategici per la sicurezza nazionale.



<p>Tesla Model 3</p>

Foto di: Tesla

Nel frattempo, la Gigafactory di Shanghai continua a essere lo stabilimento più grande e produttivo di Tesla, con una capacità superiore a 950.000 Model 3 e Model Y all’anno. Nel mese di giugno le consegne dei due modelli costruiti nello stabilimento sono aumentate del 24,4% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre nel secondo trimestre vendite ed esportazioni sono cresciute complessivamente del 32,8%.

A differenza di molti costruttori stranieri presenti nel Paese, Tesla controlla direttamente le proprie attività senza una joint venture locale e produce in Cina oltre il 95% dei componenti destinati alle Model 3 e Model Y grazie a una rete di più di 400 fornitori nazionali, un fattore che contribuisce a contenere i costi di produzione.



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