Tra i progetti in cui Tesla crede – e investe – di più, c’è il robotaxi. Simbolo di una nuova idea di mobilità, questo mezzo a guida autonoma fortemente voluto da Elon Musk, è entrato in servizio, in via sperimentale, principalmente in alcune città degli Stati Uniti.
Il servizio, a quanto dice Tesla, si sta diffondendo sempre più. Ma proprio gli ultimi numeri diffusi dalla Casa di Austin raccontano una storia meno lineare di quanto possa sembrare a una prima lettura.
Oltre 3,5 milioni di km percorsi
Nel report relativo al secondo trimestre del 2026 Tesla ha evidenziato che i propri Robotaxi hanno ormai superato i 3,8 milioni di chilometri percorsi a pagamento. Il grafico mostrato agli azionisti è una curva cumulativa che sale con continuità e trasmette l’idea di un’espansione costante del servizio. È una rappresentazione corretta, ma osservando gli stessi dati trimestre per trimestre emerge un quadro differente.

Tesla Robotaxi su base Model Y
Foto di: Tesla
Nel primo trimestre del 2026 Tesla aveva aggiunto circa 1,5 milioni di km percorse a pagamento. Nel secondo trimestre l’aumento è stato pressoché identico: altri 1,5 milioni di km. Dopo la rapida accelerazione registrata tra il 2025 e l’inizio del 2026, il ritmo di crescita sembra quindi essersi stabilizzato anziché aumentare, nonostante l’espansione del servizio in nuovi mercati.
Crescita prudente
Il punto non è tanto il numero assoluto dei chilometri, quanto la velocità con cui questo valore cresce. Tesla viene ormai valutata sempre meno come un produttore di auto elettriche e sempre più come un’azienda che punta a costruire una rete globale di mobilità autonoma. In quest’ottica gli investitori osservano con attenzione quanti veicoli entrano in servizio, quante città vengono coperte e soprattutto quanto rapidamente aumenta l’utilizzo della piattaforma.

Foto di: InsideEVs
Anche il tono adottato da Elon Musk e dai dirigenti durante la conference call è apparso diverso rispetto al passato. Se in precedenza il ceo aveva parlato di una diffusione estremamente rapida dei rRobotaxi negli Stati Uniti, oggi Tesla insiste soprattutto sulla necessità di procedere con cautela. L’obiettivo dichiarato è evitare incidenti che possano compromettere il rapporto con le autorità di regolamentazione e rallentare ulteriormente il programma. È un cambio di comunicazione che riflette una fase più pragmatica dello sviluppo del servizio.
Cosa stanno facendo gli altri?
Il confronto con Waymo aiuta a contestualizzare questi numeri. Tesla dichiara circa 3,8 milioni di chilometri a pagamento, di cui oltre 500.000 senza alcun supervisore a bordo. Waymo, invece, ha già superato i 350 milioni di km senza conducente accumulati nelle proprie operazioni commerciali. Il paragone va preso con cautela, perché le due aziende seguono strategie tecnologiche molto diverse, ma fotografa il divario che Tesla deve ancora colmare.

Più che un segnale di crisi, i dati del secondo trimestre raccontano quindi una fase di assestamento. Il Robotaxi continua a crescere e ad allargare la propria presenza geografica, ma il ritmo di espansione non sembra, almeno per ora, seguire quella traiettoria esponenziale che molti investitori si aspettavano. Ed è proprio sulla capacità di accelerare nei prossimi trimestri che si giocherà una parte importante della credibilità della strategia di Tesla.

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