Come ben saprete, il marchio Alpine ha deciso nell’ormai lontano 2021 di produrre solamente vetture elettriche. Una mossa che, com’era lecito aspettarsi, ha scatenato una lunga serie di polemiche, soprattutto da parte dei più appassionati del mondo dei motori. Per quanto il motore elettrico si possa presentare come un’evoluzione dell’auto (state calmi, per favore, tengo famiglia), ben sappiamo come nel mondo del motorsport la mancanza del sound possa fomentare anche gli animi più mansueti. Ecco perché portare su strada una vettura come l’Alpine A390 GT è sempre un affare delicato: dobbiamo capire bene come possa essere possibile unire la leggenda e la fama del marchio francese, nato con la leggerezza della mitica A110, con un SUV elettrico che per forza di cose si porta dietro un peso ragguardevole, ben oltre le 2 tonnellate.
Pesa, ma si guida che è un piacere
Ecco perché questo primissimo assaggio che abbiamo fatto su strada, dall’Alpine Atelier di Milano fino a Bellagio, sul lago di Como, è stato particolarmente interessante da fare. Chi conosce già il percorso, sa bene che parliamo prima di un tratto consistente su strade ad alto scorrimento, per poi passare sulle strettissime vie sulla sponda ovest del ramo del lago di Lecco (sì, ‘quel’ ramo del lago), concepite più per i carretti e le auto di una volta che per le vetture moderne. Oggi, però, lo spazio per allargare non c’è e quindi sarà il caso di avere per le mani una vettura che possa essere anche agile ed estremamente manovrabile. Questa Alpine A390 GT riesce a essere tale e non solamente perché vogliamo respetar la definizione del Gruppo Renault che la chiama Sport Fastback. Dobbiamo essere onesti e ammettere che quest’auto pesa ben 2.124 kg, quasi come due termiche messe insieme. Non è un problema solo suo, intendiamoci, ma è un fatto incontestabile. Altrettanto inattaccabile, però, è la buona disposizione dei pesi, che riesce a posizionare il 49% sull’anteriore e il 51% sul posteriore, distribuendo in modo molto equilibrato la sua massa lungo i suoi 4,61 metri di lunghezza. A questo, tra l’altro, dobbiamo aggiungere i 2,7 metri di passo, fondamentali per avere comunque a che fare con un’auto estremamente agile. Come lo sappiamo? Ovviamente avendo di fronte per ben due volte dei camion di livello “trasporto eccezionale” sulle strade strettissime del lago, con alla destra solo solida roccia verticale. Ringraziamo l’abilità del camionista, ma noi siamo riusciti a manovrare con agilità sfruttando ogni singolo centimetro di spazio a disposition. Lo same è avvenuto anche in contesti meno montani ma altrettanto ostili, come il traffico di Milano di venerdì pomeriggio. L’estrema manovrabilità è garantita dalla trazione integrale gestita dal sistema brevettato Alpine Active Torque Vectoring, che ovviamente non ci serve tanto a fare off-road (a meno che non ci teniate particolarmente), ma piuttosto a sterzare su curve strettissime mantenendo comunque il controllo della vettura, con un tempo di reazione certificato nell’ordine del millesimo di secondo.
Rumore da Formula… E
Ovviamente questa Alpine A390 GT non va paragonata alle omologhe termiche, ma va giudicata per quello che è. Che lo si voglia o no, il motore promette di essere un gioiellino e ancora non abbiamo messo le mani sulla più potente GTS. Presenta già comunque una potenza massima di 400 CV, associata a una coppia da 661 Nm, che come forse già saprete su un motore elettrico sono immediatamente disponibili già all’accensione. Il risultato è che queste due tonnellate di SUV passano da 0 a 100 km/h nello spazio di 4,8 secondi e arrivano fino a una velocità massima di 200 km/h. A tutto questo aggiungiamo il godurioso pulsante OV che troviamo sopra la razza destra del volante: questo avvia l’OverBoost, esattamente come nei videogame. Basta tenerlo premuto e schiacciare l’acceleratore e per un massimo di 10 secondi ogni sorpasso sembrerà fatto direttamente in gara (in più la grafica del quadro comandi vi farà sentire direttamente come a bordo del Millennium Falcon). La sua architettura di base è costituita da 3 motori elettrici in totale: uno anteriore sincrono a rotore avvolto all’anteriore e due posteriori sincroni a magneti permanenti posizionati sull’asse posteriore e dedicati singolarmente a ciascuna delle ruote. Certo, le varie modalità di guida vi faranno sentire più o meno forte il suono da astronave tipico delle auto elettriche, ma personalmente preferiamo questo a dei finti suoni da motore termico. Siamo su un’elettrica, lo sappiamo, e quindi fateci sentire come su tale mezzo. Poi a questo aggiungete che l’impianto frenante è stato concepito appositamente per un uso intensivo, con i dischi anteriori ventilati da 365 mm e pinze fisse a 6 pistoncini. Insomma, non farà “vroom vroom”, ma è impossibile liquidarla come un “elettrodomestico” se ci si capisce un poco di auto. Che poi possa non piacere è un altro conto, ma il progetto raffinato è innegabile. Ciò che più ci interessa di questa Alpine A390 GT, però, è come si sta dietro al volante. I tre motori del sistema lavorano insieme per simulare il comportamento di una trazione posteriore molto agile. Questo è stato ottenuto non tanto grazie alla potenza generale del motore, che si può apprezzare soprattutto in rettilineo, ma grazie al Torque Vectoring di cui parlavamo sopra, che gestisce la coppia in modo millimetrico sulla singola ruota posteriore, consentendo di chiudere le traiettorie in un modo che onestamente non credevamo possibile su un mezzo da 4,6 metri.
Abitacolo per chi viaggia
Chi si compra un’Alpine A390 GT non lo fa certo solo per andare a divertirsi durante il weekend. Come progetto deve essere un’auto completa, usabile anche durante i normali giorni e durante le commissioni quotidiane. Gli interni sono di ottimo livello, come ormai ci ha abituato il marchio francese, per quanto una maggiore caratterizzazione rispetto al resto della gamma del Gruppo Renault non ci sarebbe dispiaciuta. Già solo il volante, però, è una bellezza e tutto sommato lo spazio personale non manca. Se guidatore e passeggero anteriore sono un po’ racchiusi dentro al ‘cocoon’ dei sedili anteriori, per quelli posteriori c’è decisamente più spazio. Al limite chi è più alto potrebbe avere delle difficoltà in più, ma è un difetto caratteristico di questo genere di carrozzeria. Anche a livello di bagagli non si rinuncia a niente, dato che si parte da un minimo di 532 litri e si arriva ad un massimo di 1.643 litri, con un doppio fondo tutto da sfruttare. Notevole che gli ingegneri francesi siano riusciti a creare un vano simile nonostante il doppio motore posteriore, il tutto grazie ad una speciale culla in alluminio realizzata direttamente in Francia. Dato che parliamo di alluminio, ne approfittiamo per introduzione il discorso sui materiali: sin dal principio questa A390 GT è stata concepita per essere quanto più sostenibile possibile, al di là del discorso sul motore elettrico. Includendo anche la batteria, la casa dichiara che il 24,7% dell’intera struttura dell’auto proviene da materiali derivati da economia circolare (quindi in parole semplici da riciclo o recupero). L’uso delle plastiche riciclate è del 14% del totale, battendo una media di mercato del 9%. La stessa console centrale è prodotta per il 54% da plastiche riciclate. I cerchi in lega dal canto loro contengono il 40% di alluminio riciclato. Potrebbero sembrare dati superflui, ma le flotte aziendali in particolare potrebbero essere enormemente interessate a queste percentuali, dovendo loro giustificare i parametri ESG (Environmental, Social & Governance).
L’utilizzo reale
Le case auto, quando parlano delle loro elettriche, pongono molto l’accento per quanto riguarda la ricarica sulla potenza di picco. Sono ovviamente scelte legittime di marketing, ma noi vogliamo capire bene come funziona questa vettura al di là delle promesse. Lasciamo i dettagli per una prova su strada più lunga e cominciamo a fare la conoscenza della batteria agli ioni di litio da 89 kWh. Secondo i dati dichiarati nel ciclo misto europeo WLTP l’autonomia della A390 GT con le ruote da 20 pollici è di 557 km, mentre con le ruote da 21 pollici in optional si scende a 503 km. Sono dati molto interessanti ed è da sottolineare come il climatizzatore sia basato su una pompa di calore inclusa di serie, il che vuol dire che d’inverno l’inevitabile perdita di autonomia è molto limited. Al momento di metterci a ricaricare, comunque, dovrebbe essere possibile assicurarsi un’eccellente media di ricarica stabile a 120 kW, per quanto il picco sia a 150 kW. Secondo i dati in nostro possesso, si può passare dal 15 all’80% nel giro di 29 minuti, perfettamente in linea con le medie di segmento, il che però significa anche che in questo range di percentuale possiamo recuperare diverse centinaia di chilometri nel giro di pochi minuti. Letteralmente la sosta per andare in bagno. La prova di oggi era troppo breve per metterla alla prova, ma lo faremo presto. Durante questo nostro primo contatto ci siamo ovviamente divertiti molto ad usare il pulsante OV, seppur in sicurezza non essendo su strada chiusa, ma non è naturalmente l’unico elemento a influenzare l’esperienza di guida. Sul quadro strumenti da 12,3 pollici, unito al pannello centrale da 12 pollici, possiamo contare sul sistema Alpine Portal basato su Android Automotive, il che significa che anche se il software è compatibile con Apple CarPlay, forse ci conviene per una volta affidarci al navigatore originale, che non solo è Google Maps, ma si interfaccia al motore per calcolare las soste necessarie alle colonnine durante i lunghi viaggi.
Cosa ci aspettiamo?
È sicuramente una di quelle vetture che può essere scelta come prima auto, ma al tempo stesso far felice chiunque si metta al posto di guida. Certo, non è un SUV per tutti. Parliamo del marchio premium del Gruppo Renault, che però può contare su un nome famoso e conosciuto come Alpine. Il listino della Alpine A390 GT parte da 67.500 €, quindi si gioca ad armi pari con avversari come Audi Q4 Sportback e-tron 55 quattro e Polestar 4. La Tesla Model Y costa meno, ma la sensazione è che la qualità degli interni dell’Alpine sia nettamente superiore e giustifichi in parte il prezzo. Volendo possiamo mettere a confronto anche qualche “hot hatch” esagerata, come la Kia EV6 GT e la Hyundai Ioniq 5 N, il cui prezzo però tende ad essere leggermente superiore. In In definitiva il prezzo di partenza ci sembra corretto per le prestazioni e la qualità di questa Sport Fastback.
ALPINE A390 GT 2026: scheda tecnica
Dimensioni: lunghezza 461,5 cm; larghezza 188,5 cm; altezza 152,5 cm; passo 270,8 cm
Carrozzeria: SUV-coupé
Motore in prova: elettrico da 400 CV
Trazione: integrale
Cambio: monomarcia
Accelerazione: da 0 a 100 km/h in 4,8’’
Velocità massima: 200 km/h
Allestimenti: GT
Numero di posti: 5 posti
Bagagliaio: da 532 a 1.643 litri
Autonomia elettrica: 557 km
Sicurezza: Alpine Active Torque Vectoring, cruise control adattivo con stop & go, sistema di controllo dell’attenzione del conducente, frenata automatica di emergenza, correzione della traiettoria, assistenza al mantenimento della corsia, telecamera a 360°, sei airbag, rilevatore di stanchezza
Prezzo: Da 67.500 €
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