Musk apre all’Europa per il Cybercab: “speriamo presto anche qui”, ma la strada normativa resta in salita


Il biposto autonomo di Tesla sta già caricando passeggeri paganti in Texas, ma da questa parte dell’oceano la domanda è sempre la stessa: quando arriveranno le corse senza conducente anche da noi? Dopo l’avvio delle operazioni pubbliche del Robotaxi negli Stati Uniti, Elon Musk ha lasciato intendere che le città europee potrebbero non dover aspettare all’infinito prima di poter chiamare un Cybercab.

Il commento è arrivato su X, in risposta allo streamer @rob2628 che aveva condiviso la propria esperienza a bordo di un Cybercab ad Austin, dicendosi speranzoso che l’arrivo in Europa non richiedesse anni. La risposta di Musk è stata breve ma significativa:

La battuta arriva pochi giorni dopo l’inizio delle corse commerciali con Cybercab ad Austin ed il debutto ufficiale del veicolo all’evento di lancio di Tesla.

Perché tutto passa dalla Giga Berlin

Tesla potrebbe seguire in Europa la stessa strategia già usata negli Stati Uniti. I primi test e le prime corse pubbliche sono avvenuti ad Austin, cioè accanto allo stabilimento dove il Cybercab viene prodotto, la Giga Texas. Per la stessa ragione, un’espansione europea partirebbe con ogni probabilità dalla Germania: Musk aveva già indicato il Cybercab come il “prodotto principale più probabile” per la Giga Berlin, con l’Optimus eventualmente a seguire.

Non è solo una dichiarazione: Tesla ha depositato i permessi di costruzione per un nuovo edificio di fabbrica ed un hub ferroviario alla Giga Berlin, spazi che potrebbero ospitare le linee di assemblaggio modulari Unboxed destinate proprio alla produzione del Cybercab.

Musk apre all’Europa per il Cybercab: “speriamo presto anche qui”, ma la strada normativa resta in salita — screenshot 1

Se l’azienda replicasse il copione americano, vedremmo prima le unità di preproduzione impegnate nella validazione sulle strade tedesche, poi le corse interne riservate ai dipendenti attorno allo stabilimento di Grünheide ed infine il servizio commerciale aperto al pubblico.

Il vero ostacolo resta quello normativo

Portare tutto questo fuori dagli Stati Uniti significa però superare barriere legali importanti. La rete di ride-hailing Robotaxi di Tesla è al momento confinata a sette aree metropolitane statunitensi e non ha ancora nemmeno passato il confine settentrionale verso il Canada.

Soprattutto, le approvazioni normative per il software di guida autonoma dentro l’Unione Europea restano un rompicapo. Al momento sono sei i Paesi che hanno approvato singolarmente la tecnologia Full Self-Driving (Supervisionata), ma alcuni Stati, tra cui Francia e Svezia, si stanno opponendo attivamente al sistema e stanno chiedendo all’UE di respingere la candidatura di Tesla a livello di blocco.

Se ottenere il via libera per una guida assistita supervisionata si sta rivelando così complicato, si capisce quanto sia più ripida la salita per un veicolo che non ha proprio né volante né pedali. Nonostante questo, le parole di Musk mostrano che Tesla considera il Cybercab una piattaforma mondiale e non un esperimento circoscritto al mercato americano.

Vi terremo aggiornati!



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