Tesla sta già lavorando ai chip che alimenteranno il suo futuro fatto di guida autonoma. In questi giorni Elon Musk ha usato X per condividere gli aggiornamenti emersi da una revisione ingegneristica del chip AI6, la generazione di processori ancora successiva a quella già in arrivo, anticipando aspettative piuttosto ambiziose.
Queste le sue parole sul social:
Le revisioni di progettazione dei chip AI di Tesla sono fantastiche! Il team è eccezionale. Il nostro chip AI6 potrebbe segnare un record per la quantità di intelligenza utilizzabile ricavata da un singolo wafer, tenendo conto della resa produttiva.
L’AI6 è pensato per un ecosistema molto ampio: va dal Full Self-Driving dei Robotaxi e delle auto dei clienti fino ai robot umanoidi Optimus, arrivando perfino ad applicazioni per i data center nello spazio. Per ora il chip è ancora in fase di ingegnerizzazione e progettazione, mentre il precedente AI5 ha già completato il cosiddetto tape-out, cioè la finalizzazione del progetto, ed è atteso in produzione di massa entro la fine del 2027.
Musk punta ad un ciclo di sviluppo molto aggressivo, intorno ai nove mesi, per i futuri chip AI di Tesla: di questo passo l’AI6 dovrebbe entrare in produzione nella seconda metà del 2028. Come sempre con le tempistiche annunciate da Musk, però, conviene prenderle con le pinze, perché in passato diverse scadenze si sono allungate parecchio.
Quanto sarà più potente
I salti di prestazioni promessi sono notevoli. L’AI5 in arrivo viene descritto come capace di offrire cinque volte la potenza di calcolo di due chip AI4, ovvero l’hardware che equipaggia oggi le Tesla. L’AI6, a sua volta, dovrebbe raddoppiare le prestazioni dell’AI5: non solo un salto generazionale, ma un cambio completo di architettura nella gestione del calcolo e della memoria.
Proprio la memoria è uno dei punti chiave. A partire dall’AI5 le piattaforme avranno molta più memoria a disposizione, dato che i modelli FSD più recenti stanno ormai saturando quella dell’AI4. Per evitare colli di bottiglia, sia l’AI6 sia il previsto aggiornamento intermedio AI6.5 dedicheranno circa metà dei loro acceleratori di calcolo alla SRAM, una memoria interna ultra-rapida che permette al processore di lavorare in uno spazio ad alta velocità senza dover attendere la memoria principale. Quest’ultima, sull’AI6, passerà inoltre alle più veloci LPDDR6.
Chi li costruirà
Anche i piani di produzione stanno prendendo forma. Tesla collabora a stretto contatto con Samsung, che produrrà l’AI6 in Texas, nel suo nuovo stabilimento per semiconduttori, nell’ambito di un accordo da 16,5 miliardi di dollari. A questo si aggiunge la partnership con Intel e SpaceX per il progetto TERAFAB, pensato per integrare verticalmente la produzione dei chip.
Quando li vedremo nelle auto
Qui arriva la doccia fredda per i proprietari: questi nuovi chip non arriveranno subito sulle vetture. Musk ha precisato che i chip di nuova generazione non debutteranno prima sulle auto, ma verranno destinati inizialmente ai robot Optimus ed ai supercomputer che addestrano le reti neurali di Tesla, per poi scalare verso le auto dei clienti. Del resto Musk ritiene che l’attuale AI4 sia già abbastanza potente da superare la sicurezza di guida di un essere umano, il che lascia al team hardware tutto il tempo per rifinire l’AI6 prima di portarlo su strada.
Per noi in Italia il discorso resta per ora teorico: le Tesla che circolano da noi montano l’hardware 4, ed il Full Self-Driving è disponibile soltanto in anteprima, con le prime demo dal vivo nei Tesla Store. Resta però interessante vedere quanto lontano stia già guardando Tesla con i suoi chip. Vi terremo aggiornati!
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