Comprare un’auto elettrica usata da noleggio può essere un azzardo. La vettura, infatti, risulta spesso “maltrattata”. E la Tesla Model 3 Long Range Dual Motor del 2022, protagonista di questa storia, ne è la prova.
La berlina è stata acquistata quando aveva 2 anni di età, ma la dura vita da auto a noleggio di Hertz le aveva lasciato, nel 2024, solo l’80% della capacità originale della batteria.
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Il proprietario, del canale Fast Forward EV, ha poi misurato il degrado del pacco NMC una volta all’anno. Dopo il primo test, la capacità residua era scesa di un ulteriore 4%, al 76%. Quando l’esame è stato ripetuto a 14 mesi dal precedente, la batteria aveva perso un ulteriore 1%, mostrando uno stato di salute (SoH) del 75%.
I risultati arrivano dal controllo integrato di Tesla sullo stato della batteria, generalmente accurato. Richiede che l’auto sia collegata alla presa, si scarica la batteria fino a quasi lo 0%, poi la si ricarica completamente al 100%, misurando quanti kWh assorbe, e si verificano eventuali squilibri tra celle e altri possibili problemi del pacco.
Anche se le informazioni a disposizione sono poche, è evidente che la Model 3 non sia stata trattata con cura nei suoi 2 anni da auto a noleggio. Perdere il 20% della capacità in così poco tempo è un dato importante e superiore alla media, anche per un’auto che ricorre spesso alla ricarica rapida.
È infatti probabile che questo degrado così marcato, quantomeno all’inizio, sia attribuibile sia alle frequenti ricariche rapide al 100%, sia all’utilizzo dell’auto fino a quasi lo 0% di batteria. In più, l’auto sarà rimasta parcheggiata all’aperto per lunghi periodi senza essere collegata alla rete elettrica, sopportando caldo e freddo estremi mentre consumava energia per mantenere la batteria alla temperatura ottimale. Anche questo, nel tempo, incide negativamente.
