Sta facendo discutere una vicenda che arriva dagli USA e che vede protagonista Ferrari. Todd Carlson, cliente del cavallino rampante che aveva acquistato una Ferrari Purosangue nel giugno del 2024, si è ritrovato in tribunale dopo aver deciso di rivenderla praticamente subito dopo la consegna. A fargli causa è stato il concessionario Ferrari di Houston, convinto che il cliente non abbia rispettato gli impegni presi al momento dell’acquisto di una delle auto più richieste e ambite degli ultimi anni.

Ferrari Purosangue rivenduto troppo presto: cliente del cavallino rampante finisce nei guai

Tutto nasce da un documento firmato da Carlson quando ha versato la caparra, il cosiddetto “Opportunity Agreement”. Dietro questo nome piuttosto formale, però, c’era una condizione molto chiara: per i primi 18 mesi la vettura non poteva essere venduta liberamente a terzi. Se il proprietario avesse voluto cederla prima della scadenza, avrebbe dovuto prima proporla al concessionario, lasciandogli la possibilità di riacquistarla al prezzo originale. Se invece questa procedura non fosse stata rispettata, il rischio sarebbe stato quello di dover restituire tutto il profitto ottenuto dalla vendita, oltre a sostenere anche le spese legali.

Ed è proprio questo il punto che oggi rischia di pesare molto su Carlson. Secondo quanto emerso, avrebbe provato a sfruttare la fortissima richiesta della Ferrari Purosangue rivendendola a una cifra vicina al doppio rispetto a quella pagata. Dal punto di vista economico, la tentazione è facile da capire: comprare una Ferrari richiestissima, aspettare la consegna e poi rimetterla subito sul mercato con un forte guadagno può sembrare un affare perfetto. Ma quando di mezzo c’è un marchio come Ferrari, e soprattutto quando ci sono regole contrattuali così rigide, quella che sembrava un’operazione brillante può trasformarsi molto in fretta in un problema serio.

Il caso colpisce anche perché racconta bene il momento che sta vivendo Ferrari Purosangue. Non si parla di una Ferrari qualunque, ma di uno dei modelli che più hanno acceso il dibattito negli ultimi anni. Prima vettura del Cavallino con quattro porte e quattro posti, la Purosangue è stata presentata da Maranello con estrema attenzione, evitando persino di definirla un SUV. Eppure, proprio questa sua natura diversa dal resto della gamma, unita a un’impostazione più versatile, l’ha resa uno dei modelli più richiesti del brand.

A renderla ancora più speciale è il suo cuore meccanico. Sotto il cofano c’è un V12 aspirato da 6,5 litri capace di sviluppare 725 cavalli, abbastanza per spingere l’auto da 0 a 100 km/h in appena 3,3 secondi. Anche il prezzo racconta bene la sua posizione sul mercato: negli Stati Uniti si parte da circa 429 mila dollari, ma sul fronte dell’usato le quotazioni hanno già superato i 700 mila dollari. Ed è proprio questa differenza a spiegare perché qualcuno possa aver pensato di monetizzare subito il proprio acquisto.

Ferrari Purosangue rivenduta subito dopo l’acquisto: negli USA esplode il caso legale contro il proprietarioFerrari Purosangue rivenduta subito dopo l’acquisto: negli USA esplode il caso legale contro il proprietario

In fondo, la tentazione del “flipping” nasce proprio qui. Quando un’auto è rarissima, ha liste d’attesa lunghissime e il mercato è disposto a pagarla molto più del prezzo di listino, il passaggio da sogno automobilistico a strumento di speculazione è rapido. Ed è un tema che non riguarda soltanto Ferrari. Negli ultimi anni diversi costruttori hanno cercato di difendersi da chi compra modelli esclusivi con l’unico obiettivo di rivenderli immediatamente per guadagnare. Rolls-Royce ha fatto capire di essere pronta a escludere in modo permanente chi specula sulle proprie auto. Ford, tempo fa, fece causa a John Cena per la vendita anticipata della sua GT. Anche Tesla ha adottato una linea dura contro chi tentava di guadagnare in fretta sui primi Cybertruck.

Nel caso Ferrari, però, la questione ha un peso ancora maggiore perché la casa di Maranello costruisce da sempre il proprio prestigio anche sulla gestione rigorosa dell’esclusività. La Purosangue, in particolare, è stata inserita in una strategia produttiva molto controllata, con una produzione annua limitata tra circa 2.200 e 3.000 esemplari e ordini già coperti fino al 2026. Una scelta che serve a proteggere l’immagine del modello, il suo valore e il rapporto con i clienti più fedeli. Ma è anche una scelta che, inevitabilmente, alimenta il mercato parallelo e la corsa alla rivendita veloce.

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