Tesla ha prodotto molte più auto elettriche di quante ne abbia vendute. È successo nel primo trimestre di quest’anno, con un record negativo di vetture nei piazzali. Il marchio conta infatti 50.363 veicoli a quattro ruote senza padrone: il livello più alto mai registrato in oltre 20 anni di attività.
Tra gennaio e marzo, l’azienda ha prodotto 408.386 esemplari, un aumento di quasi il 13% rispetto allo stesso trimestre del 2025. Le consegne, invece, si sono fermate a 358.023 unità. Un’anomalia, considerato che Tesla è stata sempre brava a mantenere l’equilibrio fra produzione e consegne, bilanciando domanda e offerta.
L’ultima volta che si era registrata una differenza così ampia risale ai primi tre mesi di due anni fa, quando la produzione superò le consegne di 46.500 unità (fonte Business Insider). Per il 2026, gli analisti si aspettavano di meglio.

Le Tesla Model X e Model S sono state ritirate dal mercato il 1° aprile
In cattiva compagnia
Il bicchiere mezzo pieno sta nel fatto che le vendite sono in positivo, soprattutto considerato che l’industria automobilistica statunitense attraversa una fase di rallentamento. L’amministrazione Trump ha eliminato il credito d’imposta federale da 7.500 dollari per le nuove targhe verdi e diversi costruttori hanno rivisto i piani di elettrificazione:
- Ford ha interrotto la produzione del pickup F-150 Lightning;
- Honda ha cancellato tre modelli elettrici in arrivo;
- Stellantis ha eliminato tutti i modelli ibridi plug-in destinati al mercato statunitense.
Ridimensionamento della gamma
Anche Tesla sta semplificando la gamma. Le Model S e Model X sono state ritirate dal mercato il 1º aprile, dopo oltre un decennio di vita su strada. A generare la maggior parte delle vendite restano quindi le Model 3 e Model Y.
Rimane disponibile anche il Cybertruck, ma i dati di vendita sono molto più bassi: meno di 16.000 unità, contro quasi 342.000 (totale fra berlina e SUV).
