L’auto elettrica è un oggetto del presente e sarà sempre di più un oggetto del futuro. La vera sorpresa è che l’auto elettrica sta diventando anche un oggetto del passato. Perché alcune vetture a batteria stanno diventando oggetti da collezione, con fan-base in crescita e prezzi in aumento. E no, non è una provocazione.
La Tesla Roadster piace da quasi vent’anni
I primi segnali arrivano da modelli che, per motivi diversi, hanno segnato una svolta. La Tesla Roadster è il caso più evidente: prima auto della Casa californiana, prodotta in numeri limitati, è sempre più ricercata sia per le prestazioni, sia perché simbolo di una svolta.

La Tesla Roadster prototipo con pack performance del 2011
Foto di: Cars And Bids
Da lì è partito tutto (basti dire che è la prima auto elettrica della storia a montare batterie agli ioni di litio). Sul mercato dell’usato ogni tanto ne compare qualcuna e le quotazioni sono in crescita. E non stiamo parlando di esemplari particolari, che hanno ormai prezzi da capogiro.
Strano ma bello
La Tesla Roadster non è però l’unica auto elettrica a fare breccia nel cuore di un numero sempre maggiore di collezionisti e appassionati. A destare interesse c’è anche la General Motors EV1, diventata un’icona non tanto per i numeri, quanto per la storia che si porta dietro, tra produzione limitata e ritiro dal mercato.

GM EV1, la prima elettrica della Casa di Detroit
Poi c’è il caso della Sinclair C5: flop clamoroso negli Anni ’80 oggi diventato un oggetto di culto, ricercato da una nicchia di persone che ne apprezzano proprio la stranezza. In questi due casi il filo conduttore è sempre lo stesso: modelli rari, legati a momenti chiave dell’evoluzione tecnologica. Ma il collezionismo elettrico si sta allargando.
Iniziano a crescere anche le elettriche “normali”
Qualcosa inizia a muoversi anche quando si parla di auto elettriche “normali”. Quelle auto che hanno portato la mobilità a zero emissioni su larga scala. La Nissan Leaf è probabilmente il miglior esempio: non è rara, non è esclusiva, ma è stata la prima elettrica globale di massa e questo, nel tempo, potrebbe trasformarla in un classico. Anche perché proprio per i numeri che ha fatto, in vendita se ne possono trovare esemplari con pochi chilometri sulle spalle.

La Nissan Leaf di prima generazione
Lo stesso discorso vale per la Renault Zoe, protagonista della diffusione dell’elettrico in Europa dal 2010, o per modelli come la Citroën C-Zero, che raccontano una fase di transizione industriale fatta di esperimenti, strane alleanze e numeri ancora limitati.

Non sono ancora auto da collezione, anche per evidenti limiti di età, ma hanno tutte le caratteristiche per diventarle. Insomma, l’auto elettrica storica attualmente è una rarità, ma non è detto che rimanga così per sempre. Soprattutto per modelli che diventeranno per un motivo o per l’altro simboli di un cambiamento epocale.

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