Tesla accelera sul progetto Optimus, con l’obiettivo di trasformare il robot umanoide da semplice dimostrazione tecnologica a prodotto industriale su larga scala.

Le recenti offerte di lavoro pubblicate dall’azienda negli Stati Uniti – oltre 100 posizioni dedicate – indicano chiaramente un cambio di passo: Tesla punta alla produzione di massa, con un target dichiarato di un milione di unità all’anno già entro la fine del 2026.

Un piano ambizioso, sostenuto direttamente da Elon Musk, che intravede nel progetto un potenziale da 10 trilioni di dollari.

Nuova linfa per il progetto

Le nuove assunzioni coprono l’intero ciclo di sviluppo e produzione: dagli ingegneri software specializzati in robotica agli esperti di intelligenza artificiale, fino agli ingegneri di produzione e integrazione meccanica. Particolarmente significativa è la ricerca di figure capaci di sviluppare dei dati scalabili e strumenti di automazione per supportare le linee produttive di Optimus, segno che Tesla sta costruendo un’infrastruttura industriale pensata per volumi molto elevati.



Robot umanoidi

La svolta strategica emerge anche dalle scelte industriali. Durante la presentazione dei risultati finanziari di inizio 2026, Musk ha annunciato la fine della produzione delle berline di fascia alta Model S e Model X nello stabilimento di Fremont, con l’obiettivo di riconvertire le linee proprio per la produzione dei robot.

Parallelamente, a fine 2025 è stata avviata la costruzione di una nuova struttura dedicata presso la Gigafactory Texas, destinata a sostenere una produzione iniziale di un milione di unità, con ambizioni che arrivano fino a 10 milioni l’anno nel lungo periodo.

Un robot “aziendale” (ma non solo)

Il cuore del progetto è rappresentato dalla versione 3 del robot, attesa nei prossimi mesi in configurazione “production intent”, cioè già vicina al modello definitivo. Questo passaggio è cruciale per avviare la fase industriale e testare su larga scala i processi produttivi.

Dal punto di vista economico, la strategia di Tesla si basa su un presupposto chiaro: automatizzare il lavoro umano. Optimus è pensato per svolgere attività ripetitive e fisicamente impegnative, inizialmente in ambito industriale e logistico. Tra le applicazioni previste ci sono assemblaggio, movimentazione materiali, controllo qualità e gestione dei magazzini.

Nel lungo termine, però, la visione è molto più ampia. Musk immagina un’adozione diffusa del robot anche in ambito domestico e sanitario, con una diffusione paragonabile a quella degli smartphone. 



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