Ha cambiato nome, ma resta sempre la Tesla meno cara che potete comprare, a partire da poco meno di 37.000 euro (34.000 euro con lo sconto promozionale): è la Tesla Model 3 RWD (o se preferite “a trazione posteriore”), presentata di recente come Tesla Model 3 Standard.
Con il cambio di denominazione, la Tesla Model 3 protagonista di questa prova fa da entry level a una gamma composta anche dalla Model 3 Premium Long Range a trazione posteriore, dalla Model 3 Premium Long Range a trazione integrale e dalla Model 3 Performance a trazione integrale.
Esterni | Interni | Guida | Prezzi
| Mi piace | Non mi piace |
|
Prezzo competitivo |
Automatismo tergicristallo |
| Dotazione completa | Intervento degli assistenti alla guida |
| Guida ed efficienza | Minore personalizzazione esterni / interni |
Tesla Model 3 RWD (2026): gli esterni
Questa nuova versione della Model 3 probabilmente verrà chiamata per un po’ di tempo Model 3 “ex standard”, ma la sostanza non cambia. È un modello su cui Tesla ha lavorato per ridurre il costo di alcune parti dell’auto, permettendo così di avere un prezzo di attacco più basso nel listino.

Tesla Model 3 Standard (2026)
Foto di: Tesla
All’esterno la nuova Tesla Model 3 RWD non cambia molto rispetto alle Tesla Model 3 Premium. Le ruote sono una delle differenze più evidenti, per via dei copricerchi aerodinamici dal disegno dedicato, montati su ruote in acciaio che vanno a sostituire i cerchi in lega che equipaggiano le altre Tesla Model 3.
E che fanno capire la logica di riduzione costi che è stata seguita da Tesla, andando nel caso specifico a risparmiare rispetto all’adozione di ruote in lega leggera.
La misura degli pneumatici è da 18″, come sulla Model 3 Premium Long Range RWD, mentre sono solo 3 le tinte per la carrozzeria tra cui scegliere, rispetto ai 6 colori disponibili per le Model 3 Premium.
I fari anteriori non cambiano forma, mantengono il design introdotto sulla Tesla Model 3 Highland, e sono dotati di tecnologia a matrice di LED.
A colpo d’occhio, quindi, la Model 3 entry level non si distingue dalle altre, come invece accade con la Tesla Model Y, la cui versione d’accesso ha gruppi ottici diversi rispetto agli allestimenti più ricchi.
Restando nella parte anteriore, sulla Model 3 RWD non è stata rimossa la telecamera anteriore, come si poteva ipotizzare per contribuire a ridurre il prezzo di acquisto dell’auto.
E non si è risparmiato nemmeno nella realizzazione del bagagliaio anteriore come sulla Tesla Model Y, che invece in questo differenzia l’allestimento “base” dagli allestimenti Premium: sulla Model 3, invece, il cosiddetto “frunk” è sostanzialmente identico a quello delle Model 3 Premium.

Tesla Model 3 Standard (2026)
Foto di: Tesla
Tesla Model 3 RWD (2026): le dimensioni
| Lunghezza | Altezza | Larghezza | Passo |
| 4,72 metri | 1,44 metri | 1,85 metri | 2,88 metri |
Tesla Model 3 RWD (2026): gli interni
All’esterno, come abbiamo visto, la nuova versione d’ingresso della Tesla Model 3 e le “altre” Model 3 Premium sono piuttosto simili. Cosa che si ritrova anche nella realizzazione del bagagliaio anteriore (il cosiddetto frunk) da 88 litri, in termini di finiture. Discorso simile per il portellone del bagagliaio posteriore da 594 litri, che non ha perso l’attuazione elettrica.
Nell’allestimento dell’abitacolo invece c’è qualche differenza in più. È stato tolto lo schermo digitale dedicato ai passeggeri e le bocchette sono tornate ad essere a regolazione manuale, sostanzialmente come sulla Tesla Model 3 precedente alla versione Highland, mantenendo 2 porte USB-C.
Sulla Model Y “ex standard” Tesla ha deciso di coprire il tetto in vetro, cosa che invece non succede sulla nuova Model 3 entry level, che conserva così il tetto in vetro panoramico. I vetri laterali, poi, non sono doppi come su altre Tesla, ma hanno comunque uno spessore superiore alla media. E sono state fatte delle semplificazioni nella realizzazione dei pannelli porta, come nel caso del rivestimento delle tasche portaoggetti.

Tesla Model 3 Standard (2026)
Foto di: Tesla
Sempre per ridurre il prezzo dell’auto, Tesla su questo modello ha deciso di offrire solo gli interni neri (e non anche di colore chiaro), facendo a meno anche del LED per l’illuminazione ambientale dell’abitacolo.
I sedili sono parzialmente rivestiti in tessuto e non sono dotati del sistema di ventilazione (mentre resta il riscaldamento, anche del volante), e sono stati tolti i tasti fisici per regolare i sedili: tutto passa dallo schermo touchscreen, con meno regolazioni per il sedile del passeggero rispetto al sedile guida.
Il volante, poi, perde la regolazione elettrica, sostituita da una classica leva manuale. Sempre sul piantone, c’è la leva sinistra per gli indicatori di direzione, cosa che Tesla ha reintrodotto da un po’ di tempo, tornando sui suoi passi rispetto ai tasti sul volante comparsi per la prima volta sulla Model 3 Highland. Sulla parte destra del piantone continua a non esserci la leva per le “marce”, come succedeva sulle Tesla di qualche anno fa: anche in questo caso si comanda tutto dal touchscreen, come sulle altre Tesla attualmente in listino.
Su questa nuova Tesla Model 3 “base” non è cambiata la console centrale (che invece è stata semplificata sulla Model Y entry level, rispetto alle altre Model Y), mantenendo quindi sul tunnel – a valle dei vani di ricarica per gli smartphone – gli stessi cassetti portaoggetti delle altre Model 3. L’impianto audio è semplificato ed è dotato di 7 altoparlanti, rispetto ai 9 dei modelli Premium, rinunciando anche al subwoofer.

Tesla Model 3 Standard (2026)
Foto di: Tesla
Tesla Model 3 RWD (2026): la guida
Questa nuova Model 3 non è solo la Tesla con il prezzo più basso: è anche l’ultima evoluzione di un modello che è stato introdotto alla fine del 2023, la Tesla Model 3 Highland, che in quel momento andava ad aggiornare il modello originale della Model 3 a livello estetico, ma anche con dei miglioramenti per quel che riguarda l’aerodinamica, l’efficienza generale e con scelte diverse che riguardavano le tarature delle sospensioni, ad esempio.
La Model 3 Highland diventava così più comoda rispetto al passato, con un’impostazione dinamica dell’avantreno e dello sterzo un po’ meno sportiva rispetto al modello originale. La nuova Model 3 RWD “base” conferma questo carattere, restando comunque tra le migliori berline da guidare, a prescindere dal fatto di avere una motorizzazione elettrica.
Proprio in termini di motore, considerando soprattutto il tempo di accelerazione nello 0-100 km/h di 6,2 secondi (e 201 km/h di velocità massima), su questa nuova Model 3 entry level Tesla dovrebbe aver lavorato sull’erogazione dei 283 CV di potenza per ottimizzare l’efficienza, dunque i consumi e l’autonomia. In ogni caso, quando si richiedono le prestazioni parliamo pur sempre di una macchina che ha delle performance superiori alla media.
Come comfort, anche tenendo conto che i vetri sono spessi ma non più “doppi”, in questo primo test drive non ho percepito una riduzione percepibile di insonorizzazione, e anche le sospensioni assorbono le irregolarità in maniera piuttosto efficace (come spiego più in dettaglio nel video). Del resto, a differenza della Model Y (su cui per la versione d’ingresso si passa come diametro da 19″ a 18″ per quel che riguarda le ruote), anche la Model 3 RWD precedente aveva cerchi da 18″.
Parlando poi di comportamento stradale, la nuova Model 3 conferma di essere una macchina divertente da guidare, su cui si può “giocare” con il bilanciamento anche su un altro punto di riferimento di Tesla: la gestione della rigenerazione, che permette cioè di usare il freno motore quando lasciate l’acceleratore non solo per fermarvi completamente a un incrocio, per esempio, ma anche per gestire con il pedale dell’acceleratore, come fosse un potenziometro, proprio la frenata e dunque i trasferimenti di peso per fare bene le curve. E quando si alza il ritmo di guida e si passa al pedale del freno, si ritrova anche qui un pedale ben modulabile.

Tesla Model 3 Standard (2026)
Foto di: Tesla
C’è ancora qualche elemento, da cui ci si aspetta un miglioramento da parte Tesla da un po’ di tempo. Come l’automatismo dei tergicristalli, che – stranamente per un’azienda tecnologica come Tesla – non è ancora a livello dei sistemi migliori, installati su altre auto. Discorso simile anche per il cosiddetto Autopilot, quindi per i sistemi di assistenza alla guida, che a volte sono ancora poco intuitivi e progressivi negli interventi. Anche la nuova Model 3 “base”, tuttavia, è predisposta per la guida in full self driving completo, la cui sperimentazione è iniziata anche in Italia per permettere all’auto di fare lunghi percorsi guidando da sola.
L’architettura tecnica di questa nuova Model 3 è basata su una batteria LFP della cinese CATL, aggiornata da Tesla negli ultimi mesi per un totale di 63 kWh di capacità lorda e di 60 kWh iutilizzabili. Il singolo motore elettrico è montato sul retrotreno, accoppiandosi alla trazione posteriore, fornendo su questa Model 3 un sistema molto efficiente in termini di gestione dell’energia. Con un peso totale dell’auto interessante, ci circa 1.770 kg a vuoto.
L’abbinamento tra dimensione della batteria, prestazioni di ricarica veloci alle colonnine rapide ed efficienza nei consumi promette infatti su questa Model 3 un utilizzo nei lunghi viaggi paragonabile alle sorelle con batterie più grandi: nel classico passaggio dal 10% all’80% di carica della batteria, per quest’auto ci vogliono circa 25 minuti, contro i circa 35 minuti di una Model 3 Long Range o Performance.
A livello di consumi, la Tesla Model 3 RWD è un’auto che in autostrada riesce a stare sui 18-20 kWh/100 km (circa 5 – 5,5 km/kWh), coprendo con un pieno di energia 300 km. In un utilizzo invece più quotidiano che mescola situazioni di traffico urbano a percorsi extraurbani, si riescono a fare anche 12 kWh/100 km, che equivalgono a circa 8 km/kWh e che permettono di avere un’autonomia realistica anche di 500 km. In utilizzo misto parliamo invece di 14 kWh/100 km, ovvero 7 km/kWh circa e dunque 400 km di autonomia .
In corrente alternata AC la potenza di ricarica è di 11 kW, in corrente continua DC è di 175 kW, mantenendo un’architettura a 400 V, lasciando per ora a modelli arrivati sul mercato di recente come la Mercedes CLA, la BMW iX3 o la Xpeng G6 la tecnologia a 800 V, con l’obiettivo di stare sui 15 minuti di tempo nella ricarica veloce dal 10% all’80%.
Tesla Model 3 RWD (2026): i prezzi
Il listino della nuova Tesla Model 3 RWD 2026 parte ufficialmente da 36.990 euro, con uno sconto di 3.000 euro che interessa i primi 3 mesi di lancio, portando il prezzo d’attacco a circa 34.000 euro.
In questo modo, la nuova Model 3 “base” è la Tesla meno cara mai commercializzata sul mercato. In passato, infatti, per una Tesla Model 3 RWD Premium ci volevano almeno 39.990 euro.
Con l’inizio delle vendite di questa nuova variante entry-level, Tesla ha iniziato anche le sessioni di test drive dedicate al pubblico.

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