Nel 2025, per la prima volta, le batterie al litio-ferro-fosfato (LFP) hanno superato gli accumulatori per auto elettriche tradizionali. Lo riporta EV Magazine, citando dati della società di ricerca Rho Motion. Si tratta di una novità per l’industria globale delle batterie e dell’ennesima conferma del dominio della Cina nel settore.

Per anni i costruttori hanno fatto affidamento sulle batterie nichel-manganese-cobalto (NMC), grazie soprattutto a una filiera consolidata e a una maggiore densità energetica, capace di garantire autonomie superiori.

Questi vantaggi, però, hanno sempre avuto un prezzo, letteralmente. Le batterie ricche di nichel e cobalto sono, infatti, più costose, hanno un forte impatto ambientale e sono legate a catene di approvvigionamento controverse, che includono problemi di lavoro e diritti umani, in particolare nella Repubblica Democratica del Congo.



Celle batteria LFP Ford

Di conseguenza, i produttori stanno accelerando la transizione verso chimiche prive di nichel, come le LFP. La Cina è in prima linea, sfruttando costi inferiori, minor dipendenza da materie prime rare e a un divario di densità energetica sempre più ridotto.

Già lo scorso anno, le batterie LFP rappresentavano oltre la metà delle installazioni globali di batterie per veicoli elettrici. Oggi le NMC mantengono un vantaggio in termini di densità energetica, ma le Case auto hanno trovato modi per compensarlo. Le architetture cell-to-pack e cell-to-chassis permettono di inserire più celle in spazi simili, mentre l’ottimizzazione di anodi e catodi contribuisce a colmare il gap di prestazioni.

Così, tra gennaio e novembre del 2025, oltre l’80% delle auto elettriche vendute nel Paese del Dragone (il principale mercato di veicoli al mondo) era equipaggiato con batterie LFP. Una leadership che si sta estendendo oltre i confini nazionali.



BYD Seagull (specifica Cina)

BYD Seagull (specifica Cina)

Foto di: Kevin Williams/InsideEVs

Europa e Asia (Cin esclusa) hanno rappresentato circa il 75% della crescita globale degli accumulatori al litio-ferro-fosfato, trainate in gran parte dall’aumento delle esportazioni cinesi. Nel Vecchio Continente, i marchi cinesi hanno raggiunto la quota record del 12,8% del mercato elettrico di novembre: più del doppio rispetto all’anno precedente (fonte Bloomberg su dati Dataforce). BYD, Leapmotor e Chery hanno registrato una crescita forte, anche se CATL rimane leader del mercato, con circa un/terzo di tutte le forniture di batterie LFP.



Chevrolet Bolt 2027

Foto di: Patrick George

I grandi gruppi cinesi stanno inoltre spingendo sulla produzione in Europa, sia per ridurre l’esposizione ai dazi che per avvicinarsi ai costruttori. BYD e CATL stanno costruendo fabbriche in Ungheria, mentre CATL gestisce già una fabbrica in Germania e ne ha un’altra in programma in Spagna, in collaborazione con Stellantis.

Ma le LFP sono destinate a crescere anche negli Stati Uniti, per candidarsi a diventare il sistema di alimentazione numero 1 al mondo.



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