Tesla ha una enorme gatta da pelare. A quanto pare, il suo partner sudocreano L&F si vede costretto a ridurre di oltre il 99% il contratto di fornitura di materiali per batterie. Il significato di questa mossa è chiaro: non c’è più bisogno di produrre le famose celle cilindriche 4680.
Annunciate come vera e propria rivoluzione per la mobilità elettrica, almeno per quanto riguarda le vetture Tesla, le celle in questione al momento sono utilizzate solo per le batterie del Cybertruck. E come si sa, il Cybertruck vende pochissimo. Alcuni analisti parlano di volumi del 90% inferiori alle aspettative. Quindi: pochi pick-up in circolazione richiedono poche batterie.
Il flop del Cybertruck
Facciamo un passo indietro. All’inizio del 2023, L&F ha annunciato di aver siglato con Tesla un contratto per la fornitura di materiali catodici ad alto contenuto di nichel del valore di 2,46 miliardi di euro. Oggi Tesla riduce quel contratto di oltre il 99%. Il valore attuale, secondo un documento ufficiale proveniente dalla stessa L&F, non supera i 6.276 euro. Sì, avete letto bene.

Tutta colpa del Cybertruck, dicevamo. Tesla ha compiuto grossi sforzi per allestire linee produttive che potessero supportare una domanda di 200.000-250.000 unità vendute all’anno. Ma stando ai dati di mercato, il famoso pick-up elettrico di Elon Musk e soci non va oltre i 20.000 ordini. Le previsioni più ottimistiche dicono che il 2025 si chiuderà intorno alle 25.000 unità vendute.
Un risultato deludente, se si pensa che poco dopo la presentazione del mezzo, si parlava di milioni e milioni di preordini. Evidentemente, l’entusiasmo iniziale è scemato presto.
Ma perché si usano solo sul Cybertruck
A questo punto, la domanda sorge spontanea. Perché Tesla, che su queste celle 4680 ha investito tanto, non utilizza batterie di questo tipo su altri modelli? Semplice: perché produrle è ancora difficile e costoso. Usarle su vetture di successo come Model 3 e Model Y, anche solo su alcune versioni, sarebbe antieconomico: porterebbe a un innalzamento dei listini.

Il pacco batteria di un Cybertruck
Questo perché Tesla sta ancora mettendo a punto i metodi produttivi con catodo a secco e per quanto abbia compiuto progressi in questi anni, non ha ancora raggiunto un livello di efficienza tale da rendere le 4680 competitive rispetto alle batterie con celle cilindriche tradizionali. Men che meno con le batterie LFP che vengono usate sulle versioni d’attacco di Model 3 e Model Y.
La strada aperta dalle 4680 è stata seguita da altri produttori di batterie e da altri costruttori di auto, ma le previsioni di Elon Musk risalenti al 2019, anno di presentazione di queste famose celle, si sono rilevate a dir poco ottimistiche. Il CEO di Tesla parlò di vetture con autonomia aumentata di oltre il 50% di una riduzione dei costi del 56% e di auto elettriche da 25.000 euro. Niente di tutto questo è ancora successo.

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