Bruxelles, 26 settembre 2026. Il voto dell’Unione Europea sull’autorizzazione del Full Self-Driving Supervised di Tesla slitta ancora: il Comitato Tecnico sui Veicoli a Motore (TCMV) non si esprimerà più il 6 ottobre 2026 come inizialmente previsto, e la prossima finestra utile diventa dicembre 2026. Per approvare la richiesta, presentata dai Paesi Bassi, serve una maggioranza qualificata di almeno 15 Stati membri su 27, che rappresentino il 65% della popolazione dell’Unione Europea: una soglia che, al momento, resta lontana.
Che cos’è il TCMV e perché deve votare sul Full Self-Driving di Tesla
Il Comitato Tecnico sui Veicoli a Motore (Technical Committee on Motor Vehicles, TCMV) è l’organo dell’Unione Europea composto dai rappresentanti dei 27 Stati membri che si esprime sulle deroghe tecniche previste dal Regolamento (UE) 2018/858 sull’omologazione dei veicoli a motore. È attraverso l’articolo 39 di questo regolamento, che disciplina il percorso di esenzione per le tecnologie innovative non ancora coperte da norme armonizzate, che i Paesi Bassi hanno concesso a Tesla, nell’aprile 2026, la prima autorizzazione europea al Full Self-Driving Supervised (ne avevamo parlato in questo articolo). Perché quell’autorizzazione olandese diventi valida in tutta l’Unione Europea, però, serve il via libera del TCMV.
Il rinvio del voto: cosa prevede la nuova agenda
La bozza dell’ordine del giorno della 119ª riunione del TCMV riserva alla pratica Tesla appena 25 minuti, destinati esplicitamente a una “continuazione della discussione” e non a una votazione. Tesla aveva indicato il 6 ottobre 2026 come possibile data per l’approvazione a livello europeo, ma con questa agenda il voto non potrà tenersi in quella sede. La prossima riunione utile del comitato è fissata a dicembre 2026, che diventa così la prima finestra realistica per un pronunciamento definitivo.
La maggioranza qualificata che manca all’approvazione
Per estendere l’autorizzazione olandese a tutta l’Unione Europea, il TCMV deve raggiungere una maggioranza qualificata: almeno 15 Stati membri su 27, che rappresentino complessivamente il 65% della popolazione dell’Unione. Ad oggi, secondo la ripartizione emersa in sede di comitato, sostengono la richiesta olandese soltanto sette Paesi — Paesi Bassi, Danimarca, Belgio, Estonia, Lituania, Slovenia e Cechia — che insieme rappresentano circa 53 milioni di persone, ovvero appena il 12% della popolazione complessiva dell’Unione Europea. Una distanza ampia rispetto alla soglia richiesta, che spiega perché Bruxelles preferisca prendere altro tempo prima di mettere ai voti il dossier.
Le obiezioni di Francia, Germania, Italia e Spagna
Sul fronte opposto si è formato un fronte di grandi Stati membri che, insieme, superano il peso demografico necessario a bloccare il dossier. Germania, Italia e Spagna non hanno riconosciuto l’autorizzazione concessa dai Paesi Bassi, mentre la Francia ha comunicato di respingere formalmente il riconoscimento dell’approvazione olandese, citando criticità legate alla gestione della velocità e al livello di attenzione richiesto al conducente durante l’utilizzo del sistema. La Svezia, dal canto suo, ha chiesto che dal Full Self-Driving Supervised venga rimossa la capacità del sistema di superare autonomamente i limiti di velocità segnalati. Insieme, Francia, Germania, Italia e Spagna rappresentano da soli una quota di popolazione dell’Unione Europea superiore al 58%, sufficiente a impedire da sola il raggiungimento della maggioranza qualificata richiesta.
Il test di Johanna.be a Bruxelles: velocità superata nel 55% dei tratti a 30 km/h
A pesare sul dibattito ha contribuito anche un test condotto dall’associazione belga per la sicurezza stradale Johanna.be, che a luglio 2026 ha percorso circa 400 chilometri di strade belghe al volante di una Tesla equipaggiata con il Full Self-Driving Supervised. Secondo il rapporto, inviato alle autorità il 7 settembre 2026, il sistema ha superato il limite di velocità nel 55% dei tratti classificati a 30 km/h, con una velocità media rilevata di 44 km/h, e nel 42% dei tratti a 20 km/h. L’associazione segnala inoltre casi in cui il sistema ha mostrato al conducente un limite di velocità errato rispetto alla segnaletica reale, oltre a ripetuti tentativi di sorpasso ai danni di ciclisti in strade dove la normativa belga lo vieta espressamente.
La posizione dell’Italia e i precedenti dati sulla sicurezza
L’Italia resta tra i Paesi che non hanno riconosciuto l’autorizzazione olandese, una posizione che si inserisce in un dibattito più ampio sui dati di sicurezza del Full Self-Driving già raccolti nei mesi scorsi, di cui avevamo dato conto in un precedente approfondimento. Per il mercato italiano, il passaggio dal TCMV resta comunque decisivo: senza una maggioranza qualificata a livello europeo, l’autorizzazione concessa da un singolo Stato membro non è sufficiente a rendere il sistema utilizzabile legalmente sul territorio nazionale.
Cosa succede ora: le prossime tappe verso il 2027
Con il rinvio della discussione, il dossier resta aperto almeno fino alla riunione del TCMV di dicembre 2026. Anche in quella sede, tuttavia, l’approvazione non è affatto scontata: i Paesi contrari dovrebbero infatti rivedere la propria posizione nel giro di poche settimane, uno scenario che ad oggi appare improbabile alla luce delle obiezioni sollevate da Francia, Germania, Italia, Spagna e Svezia. Un ulteriore rinvio sposterebbe l’eventuale arrivo del Full Self-Driving Supervised in Europa al 2027, con conseguenze dirette anche sui piani commerciali di Tesla nel Vecchio Continente.
Domande frequenti su Tesla FSD Guida Autonoma in Europa
Cos’è il Full Self-Driving Supervised di Tesla?
È il sistema di guida assistita avanzata di Tesla che richiede comunque la supervisione costante del conducente. In Europa è stato autorizzato per la prima volta dai Paesi Bassi nell’aprile 2026 tramite la procedura di deroga prevista dall’articolo 39 del Regolamento (UE) 2018/858.
Perché il voto UE sul Tesla FSD è slittato a dicembre 2026?
Perché l’agenda della 119ª riunione del Comitato Tecnico sui Veicoli a Motore (TCMV), prevista per il 6 ottobre 2026, riserva al dossier solo 25 minuti di discussione senza alcuna votazione. La prossima occasione utile per un voto è la riunione di dicembre 2026.
Quanti Stati servono per approvare il Full Self-Driving in tutta Europa?
Serve una maggioranza qualificata di almeno 15 Stati membri su 27, che rappresentino complessivamente il 65% della popolazione dell’Unione Europea. Al momento sostengono l’autorizzazione olandese solo 7 Paesi, pari a circa il 12% della popolazione UE.
Quali Paesi si oppongono all’autorizzazione del Tesla FSD?
Francia, Germania, Italia e Spagna non hanno riconosciuto l’autorizzazione concessa dai Paesi Bassi. La Francia la respinge esplicitamente per criticità legate a velocità e attenzione del conducente, mentre la Svezia chiede la rimozione della capacità del sistema di superare i limiti di velocità.
Cosa ha rilevato il test dell’associazione Johanna.be a Bruxelles?
Su circa 400 chilometri percorsi a luglio 2026, il Full Self-Driving Supervised ha superato il limite di velocità nel 55% dei tratti a 30 km/h e nel 42% dei tratti a 20 km/h, mostrando talvolta limiti di velocità errati e tentando sorpassi vietati ai danni di ciclisti.
Quando potrebbe arrivare il Full Self-Driving Tesla in Italia?
Non prima che il TCMV raggiunga la maggioranza qualificata necessaria a estendere l’autorizzazione olandese a tutta l’Unione Europea. Con il rinvio a dicembre 2026 e le obiezioni ancora aperte da parte dell’Italia, un eventuale arrivo del sistema nel nostro Paese slitterebbe con ogni probabilità al 2027.
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