Il software Full Self-Driving (Supervised) di Tesla si sta costruendo la fama di saper gestire i pericoli sulla strada più in fretta di quanto possa fare un essere umano. Per misurare con precisione quanto sia rapida la rete neurale davanti a un ostacolo improvviso, due noti appassionati Tesla, AI DRIVR e David Moss, hanno messo alla prova la logica di sicurezza di FSD in un nuovo video.

Moss non è un nome qualsiasi nella community: si era già fatto notare per aver percorso quasi 21.000 km senza un solo intervento al volante e per aver completato la prima traversata autonoma del Canada da costa a costa con FSD, senza mai toccare i comandi. Per questo esperimento, lui ed AI DRIVR hanno usato un manichino gonfiabile a grandezza naturale, ribattezzato con affetto “Dan O”, lanciandolo di proposito sulla traiettoria di una Model Y guidata da FSD (Supervised) a velocità diverse e con tempi calcolati al millimetro, per valutare la finestra di reazione del sistema.

Una reazione “disumana”: 0,13 secondi

AI DRIVR ha descritto la v14.3 come dotata di un “tempo di reazione disumano”. Per dimostrarlo, hanno montato una telecamera sul tetto per inquadrare l’istante esatto in cui il corpo di Dan O superava il cordolo ed entrava nella traiettoria della Model Y. A 51 km/h (32 mph) il visualizzatore di FSD ha individuato l’ostacolo e ha avviato una manovra evasiva decisa in appena quattro fotogrammi. Girando a 30 fotogrammi al secondo, parliamo di un tempo di reazione di soli 0,13 secondi: letteralmente più veloce di un battito di ciglia per la maggior parte delle persone. E anche quando Moss ha gettato il manichino direttamente sull’asfalto a 64 km/h (40 mph), per simulare un pedone che inciampa in avanti, l’auto ha eseguito una sterzata perfetta per scansare il bersaglio.

FSD evita un ostacolo in 0,13 secondi: il test che mostra i riflessi “disumani” della guida autonoma Tesla — screenshot 1FSD evita un ostacolo in 0,13 secondi: il test che mostra i riflessi “disumani” della guida autonoma Tesla — screenshot 2

Elon Musk sostiene da tempo che l’attuale stack v14 sia già molto più sicuro del guidatore medio, e prove come questa rafforzano quel racconto. Come sempre, però, le sue affermazioni vanno prese con le pinze, soprattutto sulle tempistiche. Tesla punta comunque a lanciare la versione 15 di FSD tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo: un aggiornamento che dovrebbe portare un enorme incremento dei parametri, fino a dieci volte tanto, per ampliare ancora di più questo margine di sicurezza.

Non è andato tutto liscio

Il test ha però fatto emergere anche uno scenario curioso. In un caso l’auto è riuscita a fermarsi ed evitare il manichino, salvo poi decidere di inserire la retromarcia. Trattandosi di una Model Y precedente al restyling Juniper, priva della telecamera nel paraurti anteriore, la manovra all’indietro ha finito per portare il manichino caduto proprio in un punto cieco. Sul display centrale è comparso il messaggio “Object in path detected” (oggetto rilevato sulla traiettoria), ma per l’assenza di una telecamera anteriore bassa FSD sembra aver perso di vista il manichino ed ha provato di nuovo a ripartire in avanti. Un limite più hardware che software, ma che vale la pena tenere a mente.

Una precisazione doverosa per noi italiani: l’FSD (Supervised) non è ancora disponibile sulle nostre strade come funzione attivabile liberamente. Tesla ha però iniziato a portarlo anche in Italia, con i primi test su strada ed alcune demo dal vivo, segno che qualcosa si sta muovendo pure da noi.

Quanto alla v14.3, Tesla ha cominciato a distribuirla la scorsa primavera con l’aggiornamento 2026.2.9.6, e da allora le release minori si sono susseguite in fretta. Proprio questa settimana è arrivato sulle auto l’update 2026.14.6.10, che introduce le nuove celebrazioni per le “serie” di guida in FSD e porta finalmente l’Actually Smart Summon sul Cybertruck.

© Riproduzione Riservata



.