Non è la prima volta che succede in Tesla, ma quando riguarda un progetto chiave come il robotaxi, il segnale ha un peso specifico diverso. Nelle ultime settimane, infatti, diversi dirigenti coinvolti nello sviluppo del Cybercab hanno lasciato l’azienda. A questi si aggiunge ora un’altra figura chiave.
Si tratta di Mark Lupkey, responsabile delle operazioni produttive e uomo di riferimento per tutto quello che riguarda i processi di assemblaggio del Cybercab sulle linee della Gigafactory Texas. Ebbene, ha appena annunciato il suo addio.
Uno che le ha viste tutte
Tesla perde così un altro tassello importante proprio mentre si entra nella fase più delicata, quella della messa in produzione. Non si tratta di un caso isolato: Lupkey è infatti il terzo dirigente direttamente coinvolto nello sviluppo del robotaxi a lasciare l’azienda in poco più di un mese. Prima di lui è toccato al program manager Victor Nechita, che ha mollato a febbraio, e a Thomas Dmytryk, responsabile delle infrastrutture software e robotaxi, che ha salutato tutti all’inizio di marzo.

Foto di: InsideEVs
Lupkey aveva alle spalle quasi otto anni in Tesla, distribuiti in due periodi, durante i quali ha lavorato su alcuni dei programmi produttivi più complessi del gruppo. Prima su Model S e X, poi su Model 3, Cybertruck e, ultimo in ordine di tempo, quello del Cybercab, che dovrebbe entrare in produzione proprio nel 2026. E qui non possono che sorgere dei dubbi.
Ogni auto un inferno
Il punto è che queste uscite arrivano in un momento estremamente sensibile. Il Cybercab non è solo un nuovo modello, ma rappresenta una scommessa industriale e tecnologica enorme, da cui dipende buona parte della narrativa futura di Tesla.

Il Tesla Cybercab visto dal vivo
Foto di: Motor1.com
E per altri progetti altrettanto significativi, Tesla in passato ha attraversato dei veri drammi a quattro ruote. È successo con la Tesla Model 3, tra ritardi e problemi produttivi, e più di recente con lo sviluppo delle celle 4680. Il Cybercab potrebbe quindi essere semplicemente l’ennesimo capitolo di una storia già vista. Ma noi speriamo di no.

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