La National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA), autorità statunitense per la sicurezza stradale, ha intensificato la sua indagine sul sistema Full Self-Driving (FSD) di Tesla, volta ad accertare l’incapacità del software di guida autonoma delle vetture della Casa di Musk di funzionare correttamente in condizioni di visibilità ridotta.
L’attività investigativa dell’ente regolatore statunitense per la sicurezza automobilistica ha portato il procedimento ad elevarsi ad “Engineering Analysis“, coinvolgendo più di 3,2 milioni di veicoli Tesla dotati di FSD. Il passaggio dell’inchiesta dell’NHTSA ad “analisi tecnica” solitamente precede un richiamo, che a questo punto diventa un rischio concreto per le Tesla con il Full Self-Driving incriminato.
L’agenzia regolatoria americana ha accertato che il sistema di rilevamento dell’FSD non avvisa i conducenti quando le telecamere vedono compromessa la loro visibilità a causa di condizioni piuttosto comuni, come l’abbagliamento solare o la presenza di nebbia. A ciò si aggiunge il sospetto che Tesla finora abbia sottostimato gli incidenti correlati a questa “falla” tecnica del suo sistema di guida autonoma e non abbia fatto abbastanza per risolvere definitivamente il problema.
Terza indagine sull’FSD
La nuova fase di “Engineering Analysis”, aperta di recente, rappresenta un ulteriore step investigativo rispetto alla valutazione preliminare avviata dalla NHTSA nell’ottobre 2024 per cercare di fare luce su quattro incidenti avvenuti in condizioni di scarsa visibilità, tra cui uno mortale che ha coinvolto un pedone. Da allora i casi sono saliti a nove, con una vittima e un ferito, con la NHTSA che sta attualmente esaminando altri sei episodi potenzialmente collegati alla stessa tipologia di problema dell’FSD.
Quella in corso è la terza indagine federale attiva sull’FSD della Casa californiana. Nelle altre inchieste precedentemente avviate, la NHTSA sta già analizzando 58 incidenti legati a violazioni del codice della strada (come passaggi con semaforo rosso o invasione della corsia opposta) e sta conducendo un’altra indagine sulle pratiche di segnalazione degli incidenti da parte di Tesla.
La fase di “analisi tecnica”, che può durare fino a 18 mesi, prevede test tecnici approfonditi, richieste di informazioni aggiuntive al produttore e confronti con altri costruttori. Solitamente questa fase rappresenta l’ultimo step dell’inchiesta prima di arrivare o alla chiusura dell’indagine o all’avvio di un richiamo.
Il problema contestato: l’FSD non sa quando “non vede”
Secondo quanto emerso finora degli accertamenti della NHTSA sull’FSD di Tesla, che funziona principalmente basandosi sulle telecamere, il sistema non è in grado di riconoscere quando la visibilità è compromessa e di conseguenza avvisare il conducente. Nei casi analizzati, l’FSD “non ha rilevato condizioni stradali comuni che compromettevano la visibilità delle telecamere e/o non ha fornito avvisi fino a poco prima dell’impatto”.
In alcuni casi, le Tesla hanno perso di vista o non rilevato affatto altri veicoli o ostacoli davanti a loro. In sostanza, il sistema di guida autonoma diventava “cieco” senza accorgersene o avvisando troppo tardi. Le condizioni nei casi esaminati sono tutt’altro che eccezionali, parliamo infatti di abbagliamento solare, nebbia e polvere, situazioni piuttosto comuni per qualsiasi automobilista. Questo dopo che nel 2021 il sistema FSD di Tesla ha iniziato a basarsi esclusivamente sulle telecamere, dopo aver eliminato il radar, nonostante le perplessità interne legate proprio alla vulnerabilità alle interferenze ambientali.
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