L’auto occidentale batte la Cina. La gara è quella della riduzione delle emissioni da produzione di veicoli elettrici, costruzione di catene di approvvigionamento pulite e reperimento responsabile dei materiali per batterie.

A certificarlo è l’organizzazione ambientalista Lead The Charge, che stila la classifica dei costruttori più virtuosi. In cima si colloca Tesla, mentre gli altri gradini del podio sono occupati da Ford e Volvo. Vediamo nel dettaglio.

L’auto elettrica è sempre meglio, ma…

La comunità scientifica concorda sul fatto che le auto elettriche inquinino molto meno dei veicoli a combustione. E non solo allo scarico, dove le emissioni EV sono sempre pari a zero, ma nell’intero ciclo di vita. Questo, però, non significa che le vetture a batterie siano prive di criticità.

Parte dell’elettricità che alimenta la ricarica proviene da centrali a carbone, anche se le fonti rinnovabili sono in crescita. In più, la produzione dipende ancora dai combustibili fossili. Infine, le batterie sono legate all’estrazione di minerali critici: il cobalto, per esempio, è spesso associato a violazioni dei diritti dei lavoratori nella Repubblica Democratica del Congo.



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Foto di: InsideEVs

Lead The Charge ha quindi valutato la sostenibilità lungo le catene di approvvigionamento dei 18 principali produttori d’auto al mondo attraverso 80 indicatori. Lo studio analizza aspetti come le emissioni generate nella produzione di acciaio, alluminio e batterie, ma anche fattori sociali quali diritti dei lavoratori, tutela delle popolazioni indigene e pratiche minerarie responsabili.

In media, le aziende ottengono un punteggio del 24% negli sforzi per rendere le filiere libere dai combustibili fossili e più sostenibili dal punto di vista ambientale, con un miglioramento del 5% rispetto al 2024. Per quanto riguarda i diritti umani e l’approvvigionamento responsabile dei materiali, il punteggio medio è del 27%.

Dal primo all’ultimo posto

Tesla ottiene il primo posto, con un punteggio complessivo del 49%, seguita da Ford (45%) e Volvo (44%). Mercedes (41%) e Volkswagen (39%) completano la top 5. In fondo alla classifica figurano BYD, Toyota, Honda, GAC Group e SAIC Motor.

Il rapporto sottolinea anche il divario tra gli impegni annunciati e le azioni concrete delle aziende. Secondo lo studio, succede spesso che alle promesse ambientali non corrispondano misure operative mirate.



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