Una donna di Easton in Massachusetts ha intentato una causa per omicidio colposo contro Tesla dopo che il figlio ventenne è morto intrappolato nella sua auto in fiamme, che secondo l’accusa presentava portiere elettriche difettose. Jacquelyn Tremblett ha depositato l’azione presso la corte federale di Boston, sostenendo che il figlio Samuel sia rimasto bloccato all’interno della sua Tesla Model Y a causa di una “progettazione irragionevolmente pericolosa” del sistema di apertura delle porte.
Madre cita Tesla per omicidio colposo dopo la morte del figlio
L’incidente risale al 29 ottobre scorso. L’auto ha sbandato lungo la Route 138 a Easton, si è schiantata contro un albero e ha preso fuoco. Samuel è riuscito a chiamare il 911. Nella registrazione, riportata negli atti, si sente il giovane implorare aiuto: «Non riesco a respirare. L’auto è in fiamme. Aiuto. Per favore. Sto morendo». Parole spezzate dal panico, pronunciate mentre le fiamme avvolgevano l’abitacolo.
Secondo l’ufficio del procuratore distrettuale della contea di Bristol, i primi soccorritori hanno trovato il veicolo gravemente danneggiato e in fiamme in un’area boscosa a circa sei metri dalla carreggiata. Nei primi dieci minuti sarebbero state udite quattro esplosioni. La denuncia sostiene che Samuel, impossibilitato ad aprire le portiere, sia morto per ustioni e inalazione di fumo prima di poter essere salvato. L’atto cita almeno 15 decessi dal 2016 in veicoli Tesla, con persone rimaste intrappolate all’interno.
«Come ha potuto Tesla continuare a vendere veicoli sapendo che intrappolano le persone?», ha dichiarato la madre. L’avvocato Andrew Nebenzahl accusa l’azienda di aver ignorato ripetuti avvertimenti tecnici e di aver privilegiato l’estetica delle maniglie elettroniche rispetto alla sicurezza. Nella causa viene citato anche Elon Musk, che nel 2018 definì Tesla “assolutamente determinata” sulla sicurezza. L’azienda, contattata per un commento, non ha risposto. Sarà ora il tribunale a valutare le responsabilità.
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